Cerchi il migliore integratore di ferro e ti fermi sempre sulla stessa parola: bisglicinato. È la forma chelata di cui parlano tutte le etichette, ed è anche quella che in diversi studi ha dato meno disturbi gastrointestinali del classico solfato. Qui trovi subito perché, come si confronta con le altre forme e cosa guardare davvero prima di comprare, partendo da una regola d'oro: il ferro si integra solo se serve, mai a caso.
- Solo se serve: il ferro va integrato solo in caso di carenza accertata con gli esami; eccederlo è dannoso perché l'organismo non ha una via attiva per eliminarlo.
- Perché il bisglicinato: è ferro legato a due molecole dell'amminoacido glicina (forma chelata). Arriva all'intestino più protetto dalle sostanze che ostacolano l'assorbimento e, negli studi di confronto, dà meno fastidi gastrointestinali del solfato.
- Meglio se accompagnato: la vitamina C accresce l'assorbimento del ferro; B12 e folato completano il quadro.
- Quanto ne serve: il valore di riferimento europeo in etichetta (VNR) è 14 mg al giorno; EFSA indica un fabbisogno di 11 mg per gli uomini e 16 mg per le donne in età fertile.
- La nostra proposta: NaturalFer, ferro bisglicinato 28 mg con vitamina C, B12 e acido folico.
Ferro bisglicinato: perché si assorbe bene e si tollera meglio
Il ferro bisglicinato è ferro legato a due molecole di glicina, il più semplice degli amminoacidi. Il legame forma una struttura ad anello stabile, un "chelato": il minerale resta agganciato all'amminoacido invece di girare libero nel tubo digerente. Da qui derivano i due motivi per cui questa forma viene scelta così spesso.
Primo: arriva più protetto. Il ferro non eme degli alimenti e dei sali classici viene facilmente bloccato da fitati (cereali integrali, legumi), polifenoli (tè, caffè) e calcio, che lo legano nel lume intestinale e ne riducono l'assorbimento. Nel bisglicinato il minerale è già impegnato nel legame con la glicina e risente meno di questi ostacoli. In uno studio con isotopi su pasti a base di mais integrale, ricchissimi di fitati, l'assorbimento medio è stato del 6,0% dal bisglicinato contro l'1,7% dal solfato.
Secondo: lascia meno ferro libero nell'intestino. È il ferro non assorbito che resta nel lume a spiegare buona parte dei tipici fastidi: nausea, senso di peso allo stomaco, stitichezza, feci scure. In uno studio randomizzato in doppio cieco su 80 donne in gravidanza, 25 mg di ferro come bisglicinato hanno prevenuto la carenza quanto 50 mg come solfato, con una frequenza di disturbi gastrointestinali significativamente più bassa.
Un punto di onestà. La letteratura non è unanime: in un studio del 2023 su donne cambogiane in gran parte già sufficienti di ferro, 18 mg di bisglicinato hanno alzato la ferritina meno di 60 mg di solfato. Il vantaggio più costante del bisglicinato riguarda la tollerabilità; sull'efficacia contano anche la dose, il punto di partenza e la costanza. Tradotto: il bisglicinato è una buona scelta soprattutto per chi il ferro lo deve prendere a lungo e con il solfato non lo tollera.
Un ultimo tassello: qualunque forma tu scelga, l'abbinamento con la vitamina C aiuta. Ne parliamo in dettaglio nella guida su ferro e vitamina C e come migliorare l'assorbimento.
I numeri, con le fonti
| Voce | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| VNR del ferro (quello in etichetta) | 14 mg al giorno per gli adulti | Reg. UE 1169/2011, allegato XIII |
| Fabbisogno di riferimento EFSA | 11 mg al giorno per gli uomini e per le donne in postmenopausa, 16 mg per le donne in età fertile | EFSA, Dietary Reference Values (PDF) |
| Quanto ferro alimentare si assorbe davvero | circa 16% negli uomini e 18% nelle donne in età fertile, con ferritina di riferimento a 30 µg/L | EFSA, Dietary Reference Values (PDF) |
| Bisglicinato e assorbimento | su pasti di mais integrale (ricchi di fitati) assorbimento medio 6,0% dal bisglicinato contro 1,7% dal solfato | Bovell-Benjamin et al., Am J Clin Nutr 2000 |
| Bisglicinato e tollerabilità | studio randomizzato in doppio cieco su 80 donne in gravidanza: 25 mg di bisglicinato pari a 50 mg di solfato, con meno disturbi gastrointestinali (P = 0,001) | Milman et al., J Perinat Med 2014 |
Dati verificati ad agosto 2026. Fonti linkate in tabella. Sono valori di riferimento di popolazione e risultati di singoli studi, non una dose personale: quanto ferro serve a te lo stabilisce il medico in base agli esami. Per gli adulti EFSA indica un livello sicuro di assunzione di 40 mg al giorno di ferro totale (dieta più integratori) e non ha potuto fissare un livello massimo tollerabile.
Prima regola: il ferro solo se serve
A differenza di altri integratori, il ferro non va preso "per sicurezza". L'organismo regola l'assorbimento ma non ha una via attiva per eliminare il ferro in eccesso: quello che entra e non serve si accumula. Per questo la scelta più intelligente è: prima accertare un'eventuale carenza con il medico e gli esami del sangue (emocromo, ferritina, sideremia e transferrina sono i più usati), poi, se serve, scegliere l'integratore giusto. Questa guida ti aiuta nella scelta, ma non sostituisce il parere medico.
Attenzione anche al percorso inverso: se gli esami confermano una carenza, la domanda successiva non è "quale marca" ma "da dove viene". Una carenza di ferro ha sempre una causa, e la causa va cercata. Ne abbiamo scritto nella guida su carenza di ferro, sintomi e cause.
Cosa guardare per scegliere
- La forma del ferro: le forme chelate come il bisglicinato sono in genere ben assorbite e più delicate sullo stomaco.
- Quanto ferro elementare c'è: in etichetta conta il ferro elementare per dose e la percentuale sul VNR (14 mg), non il peso del sale.
- La presenza di vitamina C: la vitamina C accresce l'assorbimento del ferro, un abbinamento prezioso.
- B12 e acido folico: completano il supporto alla normale formazione del sangue.
- La tollerabilità: meglio una formula che riduca i tipici fastidi gastrici del ferro, perché il ciclo dura settimane e va portato a termine.
- Dosaggio e durata: un apporto sensato e una confezione che basti per il ciclo consigliato.
Le forme di ferro a confronto
| Forma | Caratteristiche |
|---|---|
| Ferro bisglicinato (chelato) | ferro legato a due molecole di glicina: buon assorbimento anche in presenza di fitati e polifenoli, in genere delicato sullo stomaco |
| Ferro solfato | molto usato ed economico, con una lunga tradizione d'uso, ma può dare più fastidi gastrici |
| Ferro + vitamina C | la vitamina C accresce l'assorbimento del ferro |
| Ferro + B12 + folato | supporto più completo alla formazione del sangue |
La nostra scelta: NaturalFer
Mettendo insieme questi criteri, la nostra proposta è una formula con ferro bisglicinato (ben assorbito e delicato) più vitamina C (per l'assorbimento), B12 e acido folico per il supporto al sangue. Il ferro contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e dell'emoglobina, al normale trasporto dell'ossigeno e alla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento: sono le indicazioni sulla salute autorizzate in Europa e riportate nel Regolamento UE 432/2012, lo stesso che autorizza per la vitamina C l'indicazione "accresce l'assorbimento del ferro".
NaturalFer, Ferro 28 mg bisglicinato
Con vitamina C, vitamina B12 e acido folico. Il ferro contribuisce alla normale formazione dei globuli rossi e alla riduzione della stanchezza. Senza glutine e senza lattosio.
160 compresse Scopri NaturalFer: Ferro bisglicinato e Vitamina C →Integratore alimentare. Assumere solo in caso di reale necessità; in caso di dubbi o terapie, consulta il medico.
Come assumere il ferro
- Con la vitamina C: abbinarlo a una fonte di vitamina C (o a una formula che la contiene) ne favorisce l'assorbimento.
- Lontano da alcuni alimenti: caffè, tè, latticini e integratori di calcio possono ridurne l'assorbimento se assunti insieme. È il motivo per cui, se prendi il ferro a colazione, il caffellatte non è l'accompagnamento ideale.
- Senza dimenticare la tavola: l'integratore lavora sopra la dieta, non al posto suo. Trovi le fonti migliori nella guida agli alimenti ricchi di ferro.
- Con costanza: il ripristino delle scorte richiede tempo; segui durata e dose indicate dal medico e dall'etichetta.
Approfondimenti sul ferro
Carenza di ferro: sintomi, cause e cosa fare Ferro basso e stanchezza: il legame Ferro e vitamina C: come migliorare l'assorbimento Alimenti ricchi di ferro: la guidaDomande frequenti
Qual è il miglior integratore di ferro?
Non esiste un "migliore" assoluto: conta la forma (il bisglicinato è ben assorbito e delicato sullo stomaco), la presenza di vitamina C per l'assorbimento, l'aggiunta di B12 e acido folico e la tollerabilità. Soprattutto, va scelto solo se c'è una carenza accertata dal medico. La nostra proposta è NaturalFer, ferro bisglicinato con vitamina C, B12 e folato.
Meglio il ferro bisglicinato o il solfato?
Il bisglicinato (chelato) è in genere ben assorbito e più delicato sullo stomaco; il solfato è molto usato ed economico ma può dare più fastidi gastrici. In uno studio randomizzato su 80 donne in gravidanza, 25 mg di ferro come bisglicinato hanno prevenuto la carenza quanto 50 mg come solfato, con meno disturbi gastrointestinali. La scelta dipende anche dalla tollerabilità personale e dall'indicazione del medico.
Perché il ferro bisglicinato dà meno disturbi allo stomaco?
Perché il minerale è legato a due molecole di glicina in una struttura chelata stabile: resta agganciato all'amminoacido invece di circolare come ferro libero nell'intestino. È proprio il ferro non assorbito che resta nel lume a spiegare gran parte dei fastidi tipici, dalla nausea al senso di peso allo stomaco. Lo stesso legame lo rende meno sensibile a fitati, polifenoli e calcio, che ostacolano l'assorbimento del ferro.
Quanto ferro serve al giorno?
Il valore nutritivo di riferimento europeo usato nelle etichette è 14 mg al giorno. EFSA indica un fabbisogno di riferimento di 11 mg al giorno per gli uomini e per le donne in postmenopausa e di 16 mg per le donne in età fertile. Sono valori di popolazione: la quantità che serve a te, e per quanto tempo, la stabilisce il medico in base agli esami.
Posso prendere il ferro senza fare le analisi?
Meglio di no. Il ferro va assunto solo in caso di carenza accertata, perché un eccesso è dannoso e l'organismo non ha una via attiva per eliminarlo. La stanchezza ha molte cause: il medico, con gli esami del sangue, stabilisce se serve davvero integrarlo.
Quando si prende il ferro, mattina o sera?
Conta più l'abbinamento dell'orario: meglio con una fonte di vitamina C e lontano da caffè, tè, latticini e calcio, che ne riducono l'assorbimento. Segui le indicazioni dell'etichetta e del medico; la costanza è essenziale.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico, né una diagnosi o una terapia. Il ferro va assunto solo in caso di reale necessità, accertata dal medico: un eccesso può essere dannoso e si accumula, perché l'organismo non dispone di una via attiva per eliminarlo. L'anemia e le carenze vanno diagnosticate e gestite dal medico. Gli integratori alimentari non sono medicinali, non curano né prevengono malattie e non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera consigliata. Tenere fuori dalla portata dei bambini sotto i tre anni. Redazione Natural Novi. Fonti: Ministero della Salute, EFSA, Istituto Superiore di Sanità, Regolamento UE 432/2012.



