Hai fatto le analisi e non sai leggere il valore della vitamina D? Quel numero, il 25-OH vitamina D, dice quanta ne hai "in riserva". Vediamo cosa significano i valori, quando si parla di carenza e perché a interpretarli, sempre, deve essere il medico.
- L'esame: si misura la 25-OH vitamina D nel sangue, l'indicatore migliore delle riserve, di solito in ng/mL.
- In generale: sotto 20 ng/mL si parla di carenza e sotto 12 di carenza marcata; molti referti indicano come adeguato un valore ≥ 30 ng/mL, mentre la Nota 96 dell'AIFA definisce desiderabile l'intervallo tra 20 e 40 ng/mL.
- Attenzione: i valori di riferimento possono variare tra laboratori; a interpretarli è il medico, considerando il quadro complessivo.
- Cosa fare: per le carenze il medico indica dosaggi e schemi; per il mantenimento si usa una dose quotidiana costante.
| Voce | Dato | Fonte |
|---|---|---|
| Soglia di carenza | 25(OH)D sotto 20 ng/mL (50 nmol/L). Un valore pari o superiore a 20 ng/mL è considerato sufficiente per la popolazione generale | ISSalute, Istituto Superiore di Sanità |
| Soglia usata in Italia per la prescrizione a carico del SSN, in assenza di sintomi | 25(OH)D sotto 12 ng/mL (30 nmol/L) | AIFA, Nota 96 |
| Intervallo definito desiderabile | tra 20 e 40 ng/mL: efficacia sopra i 20, nessun rischio aggiuntivo sotto i 40 | AIFA, Nota 96 |
| Livello indicato nelle condizioni a rischio | 30 ng/mL (75 nmol/L), per esempio in caso di osteoporosi o iperparatiroidismo | ISSalute, Istituto Superiore di Sanità |
| Assunzione adeguata di vitamina D | 15 microgrammi al giorno (600 UI) per tutti sopra 1 anno di età, ipotizzando una scarsa esposizione al sole | EFSA |
Dati verificati a settembre 2026. Fonti linkate in tabella. Sono soglie di riferimento generali, non un criterio diagnostico: il singolo referto lo interpreta il medico, che valuta sintomi, storia clinica, età e terapie in corso.
Cos'è il 25-OH vitamina D
Quando si dosa la vitamina D nel sangue si misura quasi sempre la 25-idrossivitamina D (25-OH D, o calcidiolo). È la forma con cui il corpo "immagazzina" la vitamina D ed è considerata l'indicatore più affidabile delle tue riserve. Il risultato è in genere espresso in nanogrammi per millilitro (ng/mL), a volte in nmol/L (1 ng/mL = 2,5 nmol/L circa).
I valori di riferimento
Questi sono gli intervalli che si leggono più spesso sui referti degli adulti. Sono un'indicazione: i valori di riferimento possono variare leggermente da laboratorio a laboratorio e, come vedi qui sotto, la Nota 96 dell'AIFA usa soglie di intervento diverse da quelle stampate su molti referti.
| Valore (ng/mL) | Interpretazione generale |
|---|---|
| 30 o più | Adeguato |
| 20 - 30 | Insufficienza |
| 10 - 20 | Carenza |
| Meno di 10 | Carenza importante |
Carenza e insufficienza: che differenza c'è
Si parla di insufficienza quando i valori sono un po' sotto la soglia ottimale (20-30 ng/mL) e di carenza quando scendono sotto i 20, fino a una carenza importante sotto i 10. La carenza è frequente, soprattutto da ottobre ad aprile e in chi si espone poco al sole. I sintomi possono essere sfumati (stanchezza, dolori diffusi), ma la diagnosi si fa con l'esame, non "a sensazione".
Tutto sulla vitamina D: la guida completaVitamina D a 20 ng/mL: è bassa?
Risposta diretta: 20 ng/mL non è una carenza. L'Istituto Superiore di Sanità considera sufficienti per la popolazione generale i valori pari o superiori a 20 ng/mL (50 nmol/L), e la Nota 96 dell'AIFA definisce desiderabile l'intervallo compreso tra 20 e 40 ng/mL: efficacia garantita sopra i 20, nessun rischio aggiuntivo sotto i 40.
Quello che confonde è il referto. Molti laboratori continuano a etichettare come insufficienza i valori tra 20 e 30 ng/mL, e la Nota 96 osserva che questa etichetta si traduce spesso in trattamenti inappropriati. Il discorso cambia in presenza di condizioni particolari, per esempio osteoporosi, iperparatiroidismo, gravidanza o terapie di lunga durata che interferiscono con il metabolismo della vitamina D: in quei casi il livello indicato sale e la valutazione spetta al medico.
Se invece il tuo valore è sotto i 20, il quadro completo di sintomi, valori e cosa fare lo trovi in vitamina D bassa: sintomi, valori e integratore.
Il referto è in nmol/L: come si converte
Alcuni laboratori esprimono la 25-OH vitamina D in nanomoli per litro invece che in nanogrammi per millilitro. La conversione è diretta: 1 ng/mL corrisponde a 2,5 nmol/L, quindi per passare da nmol/L a ng/mL basta dividere per 2,5. I documenti italiani riportano sempre le due unità in coppia:
- 12 ng/mL = 30 nmol/L: la soglia più bassa citata dalla Nota 96.
- 20 ng/mL = 50 nmol/L: il confine sotto il quale si parla di carenza.
- 30 ng/mL = 75 nmol/L: il livello indicato nelle condizioni a rischio.
Attenzione a non confondere queste unità con quelle della dose: microgrammi e Unità Internazionali misurano quanta vitamina D assumi, non quanta ne hai nel sangue. La conversione tra le due la trovi in microgrammi e UI di vitamina D.
La vitamina D può essere troppo alta?
Sì, anche se è raro. L'Istituto Superiore di Sanità colloca l'ipervitaminosi D sopra i 150 ng/mL (375 nmol/L). Il modo per stare tranquilli è semplice: non superare la dose giornaliera consigliata riportata in etichetta e assumere dosi alte solo su indicazione del medico, senza megadosi prolungate decise per conto proprio. Se stai già seguendo una terapia prescritta, non aggiungerci un integratore senza dirlo al medico.
Quando fare l'esame della vitamina D
- Quando lo indica il medico: non serve a tutti di routine; il medico lo richiede in base alla situazione.
- Se hai fattori di rischio: poca esposizione al sole, età avanzata, alcune condizioni o terapie.
- Per monitorare: se stai seguendo un'integrazione su indicazione medica, per controllarne l'andamento.
Cosa fare in base al valore
- Carenza: è il medico a indicare dosaggi e schemi, spesso più alti e per un periodo definito.
- Mantenimento: quando i valori sono nella norma si usa in genere una dose quotidiana costante e bassa, soprattutto nei mesi con poca esposizione al sole.
- Stile di vita: esposizione al sole con buon senso e alimentazione restano la base.
Sulla forma da preferire abbiamo messo a confronto vitamina D3 e vitamina D2; su cosa guardare in etichetta (dosaggio per compressa, durata della confezione, che cosa c'è oltre alla vitamina) trovi la guida alla scelta dell'integratore di vitamina D.
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Domande frequenti
Cosa significa il valore 25-OH vitamina D?
È la 25-idrossivitamina D, la forma di deposito che indica le tue riserve di vitamina D. Si misura nel sangue, di solito in ng/mL, ed è l'indicatore più affidabile dello stato di vitamina D.
Quali sono i valori normali di vitamina D?
Sui referti si legge in genere: 30 ng/mL o più adeguato, 20-30 insufficienza, sotto 20 carenza. L'Istituto Superiore di Sanità considera però sufficiente per la popolazione generale un valore pari o superiore a 20 ng/mL (50 nmol/L) e la Nota 96 dell'AIFA definisce desiderabile l'intervallo tra 20 e 40 ng/mL. Sono riferimenti generali: l'interpretazione del singolo referto spetta al medico.
Ho la vitamina D bassa: cosa devo fare?
Rivolgiti al medico: in caso di carenza è lui a indicare dosaggi e schemi, spesso più alti e per un periodo definito. Per il mantenimento, quando i valori sono nella norma, si usa una dose quotidiana costante.
Ogni quanto rifare l'esame?
Lo stabilisce il medico in base alla tua situazione: non è un esame da fare di routine a tutti, ma utile in presenza di fattori di rischio o per monitorare un'integrazione in corso.
Vitamina D a 20 ng/mL: è un valore basso?
No. Un valore pari o superiore a 20 ng/mL (50 nmol/L) è considerato sufficiente per la popolazione generale dall'Istituto Superiore di Sanità, e la Nota 96 dell'AIFA definisce desiderabile l'intervallo tra 20 e 40 ng/mL. Molti referti chiamano ancora insufficienza i valori tra 20 e 30: in presenza di condizioni particolari il livello indicato sale, e a stabilirlo è il medico.
Come si convertono i ng/mL in nmol/L?
1 ng/mL corrisponde a 2,5 nmol/L: quindi 12 ng/mL sono 30 nmol/L, 20 ng/mL sono 50 nmol/L e 30 ng/mL sono 75 nmol/L. Per passare da nmol/L a ng/mL si divide per 2,5.
La vitamina D può essere troppo alta?
Sì, anche se è raro: l'Istituto Superiore di Sanità colloca l'ipervitaminosi sopra i 150 ng/mL (375 nmol/L). Non superare la dose giornaliera consigliata in etichetta e assumere dosi alte solo su indicazione del medico.
Le informazioni di questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono il parere del medico, la diagnosi o le terapie. I valori di riferimento possono variare tra laboratori e vanno interpretati dal medico. Gli integratori alimentari non sostituiscono una dieta varia ed equilibrata e uno stile di vita sano. Non superare la dose giornaliera consigliata. In caso di gravidanza, allattamento, terapie in corso o valori molto bassi, consulta il medico. Tenere fuori dalla portata dei bambini sotto i 3 anni. Fonti: Istituto Superiore di Sanità, AIFA, Ministero della Salute, EFSA.



